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EUGENETICA E ORTOGENETICA



"Ciò che coincide con la luce della natura rimane ed ha forza, ma ciò che non concorda con essa è un labirinto che non ha ingresso né uscita sicuri"(Paracelso)


Una delle intuizioni più geniali del padre dell'Omeopatia, Samuele Hahnemann, fu che la malattia potesse avere carattere di trascendenza. L'Omeopatia cura e guarisce assecondando e potenziando lo sforzo che il Principio Vitale realizza, durante la malattia, nel tentativo di resistere e di recuperare lo squilibrio che sta subendo. La febbre, anche per la stessa medicina tradizionale, rappresenta lo sforzo che l'organismo compie per riportarsi in una condizione di salute. In effetti ogni, malattia, che si esprima all'interno della sua naturalezza, cioè non modificata farmacologicamente, non è che l'unica risposta possibile che un essere vivente può dare, in quel momento, per quelle individuali, proprie capacità vitali di cui dispone. La malattia è ciò che garantisce, anche nella disarmonia, la continuità all'esistenza. In questo è qualcosa di perfetto in sé.

PRIMUM NON NOCERE

Ippocrate, con gli occhi di chi osserva il mondo e i fenomeni chiedendosi quale senso abbiano, comprese che è molto più opportuno lasciare che la natura faccia il suo corso quando non siamo in grado di aiutarla adeguatamente.
Che cosa fa un antibiotico ?Un antipiretico ?Uno qualunque dei farmaci tradizionali ?Agisce contro (anti) qualcosa . Questo agire contro (in senso contrario ) corrisponde sempre ad un'azione contronatura. Possiamo anche pensare che la natura vada "corretta e questa è una posizione. L'Omeopatia preferisce aiutarla, rispettarne il percorso già intrapreso dal Principio vitale, ottenendo sempre i migliori risultati. Il prof. A,. Negro, amava ripetere: "Dio perdona sempre, l'uomo solo qualche volta, . . . la natura mai". Eliminare una eruzione cutanea con farmaci (forze) che tendono a rimettere dentro ciò che la Forza Vitale, cioè il dinamico sempre vigile che guida l'armonioso sviluppo del nostro vivere, sta cercando di mettere fuori, diventa simbolo di un tragico errore che pagheremo su un piano molto più complessivo,. Addirittura trascendente. Perché un qualunque ostacolo alla naturale espressione della malattia non fa che complicarla ad un livello che non siamo abituati a pensare:

_nello svolgersi della nostra personale possibilità biologica (ORTOGENESI)
_nella possibilità di salvaguardare la specie umana che rappresentiamo (EUGENESI).

Hahnemann, già molto avanti nella pratica clinica omeopatica, si disperava perché osservava che, dopo una più o meno breve guarigione i suoi pazienti ritornavano con gli stessi sintomi. Comprese, allora, che la malattia e le modalità con le quali questa si presenta non deriva solo da un'aggressione dell'ambiente (colpo di freddo, afflizione morale, virus ecc. ) ma che tutto viene condizionato da una predisposizione morbosa costituzionale che egli chiamò "miasma". Il miasma è il dinamico già patologico che l'uomo eredita da chi lo concepisce e che si accresce e si complica ogni volta che una direzione naturale di guarigione viene impedita, soppressa , dall'azione (forza) di terapie che agiscono in un senso contrario. Tutto questo spiega "l'incomprensibile " incremento di tutte le malattie croniche e degenerative della nostra epoca, nonostante gli "eccezionali "progressi" sulle malattie acute infettive. L'Omeopatia, partendo dal rispetto di ciò che la malattia compie o tenta di compiere, diventa medicina eugenetica ed ortogenetica ogni volta che aiuta lo sforzo che la natura umana, parte della natura universale, esprime per rimanere all'interno del cammino che Dio le ha destinato.


dott. Antonio Vitiello
li 25 Agosto 1997


 
 
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