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LA SOPPRESSIONE DELL'AMORE


Mi permetto di dare una definizione dell'Amore come "brama di congiunzione tra due spiriti nel massimo possibile dell'analogia".
Crediamo che la soppressione dell'Amore si verifica sotto svariate forme e in molteplici aspetti della vita umana.

Platone si riferisce all'amore come proiezione verso la bellezza, che costituisce l'annuncio e l'apparenza del bene che si cerca, e una implicita tendenza verso l'immortalità.
Leibniz ci fa osservare che l'amore implica cercare il beneficio nel piacere, la soddisfazione e la felicità, in quelli di un'altra persona.
In Hegel il vero amore si identifica con una reale unificazione tra l'amante e l'amato.
Bergson sostiene che è il proseguimento di un istinto che si trova nelle radici della sensibilità e della ragione e che si identifica nell'amore verso Dio e la Sua opera. E' in tutte le cose e vi è la possibilità di rivelare il mistero della creazione a chiunque sappia interrogarlo.

Possiamo dire che l'amore si può sopprimere in primo luogo in noi stessi.
Se viene considerato come ciò che desidera la maggior parte del bene e della bellezza e che in ciò è la sua virtù, nel momento in cui amiamo la nostra natura spirituale, amiamo noi stessi e, dopo l'amore verso Dio, potremo amare anche un altro. Per S. Tommaso D'Aquino dev'essere orientato verso i valori e, per mezzo di essi, verso gli altri, il nostro prossimo e, proprio per questo, non ha niente a che vedere con l'egoismo.

Questo amore verso se stessi si può sopprimere mistificandolo oppure non comprendendolo. La virtù è la capacità e la potenza dell'essere umano come entità psicobiologica, e i poteri dell'uomo, impiegati bene, procurano bene per sé e per gli altri. Questo amore viene soppresso o degradato nel momento in cui si esaltano o vengono stimolati in modo abnorme solo le qualità fisiche o gli esiti di essa, il solo godimento dei sensi, dimenticando o disprezzando la spiritualità. Ciò può essere il risultato di una cattiva azione o di cattive abitudini che stimolano la vanità e la capacità acquisitiva perseguendo falsi valori socio-economici.
Il modernismo in cui viviamo converte l'uomo in una macchina produttiva e competitiva e gli stimola l'ambizione di una sempre maggiore comodità fisica, utilizzando il minimo sforzo possibile nel suo lavoro, risparmiandosi per i piaceri che possono derivare dalla vita. Cresce un mondo di consumismo interminabile che investe continuamente ed esageratamente tutti i mezzi di comunicazione, che utilizzano, nella maggior parte dei casi, stimoli miasmatici coperti o dissimulati da fantasie allegoriche molto attraenti, sia per gli adulti che per i bambini e per ogni livello di istruzione e cultura :
nello psorico dominante stimoleranno la sua indolenza, la sua lascivia,la sua patologica contemplazione, la sua ansietà dalle innumerevoli forme, la sua impotenza ulteriormente depressa da una maggiore sensazione di menomazione e di depressione.
Nel sicotico dominante stimolerà la sua accelerazione, le sue ambizioni, la sua ostentazione, lo sperpero, la molteplice vanità, l'eccesso, l'ipertrofia del suo Ego .In colui che è sifiliticamente dominante viene stimolata la perversione nei pensieri, nel comportamento e negli atti; la maldicenza e l'invidia; la sfrenatezza e l'aggressività.

I capitoli di questa moderna società sono pieni di scene di grande disprezzo per la vita umana, di stermini di massa, e di un gran fomento dell'ambizione di potere. Questa ambizione è diretta verso le tre grandi possibilità dell'uomo, ma in particolare verso la volontà, lasciando in secondo luogo il suo intendimento e, ancor più dimenticata, la sua affettività, il sentimento, l'amore , ciò che nell'uomo è la brama di conoscersi, riconoscendo innanzitutto la propria spiritualità, poi la sua universalità e, infine, la sua disposizione verso l'eternità. Il "conosci te stesso di Socrate" è il bisogno intimo che muove l'amore verso la massima soddisfazione e rispetto di noi stessi, l'ammirazione della nostra propria essenza, sentita e intuita verso tutte le nostre proiezioni della bellezza, del nostro prossimo e di tutte le cose che permettono il bene.
L'amore per sé stessi viene soppresso quando si trasformano i desideri che abbiamo enunciato per quelli di cose materiali, per il conseguimento dei soldi e di soddisfazioni sensoriali e corporee, posponendo "le alte finalità della nostra esistenza", che dovremmo precisare con la ragione che corrisponde al nostro spirito.
Sopprimendo in parte questo vero amore per sé stessi, che è estraneo all'egoismo e all'orgoglio, l'uomo si separa dal suo vero amore e, pertanto, dall'umanesimo che lo deve legare all'altro attraverso il nesso di equanimità e attraverso le sue virtù che sono, nell'insieme, "la ricerca deliziosa della rivelazione dei misteri del creato e del Creatore" (Bergson) . La diminuzione o la soppressione parziale o totale dell'amore per sé stesso, impedisce la pienezza dell'essere umano e lo lascia nella mediocrità o nella degradazione lieve o grande della sua dignità.

L'amore per il prossimo si reprime più dell'amore per sé stessi : è ragione universale la lotta tra gli umani e l'affanno di emergere e di potere, non la convivenza e l'amore. L'amore per il prossimo dovrebbe essere verso chi soffre il dolore, le pene, la mancanza, le carenze reali dalle quali non si può liberare e verso le quali bisognerebbe dirigere la vera carità, che è la manifestazione di questo amore verso il prossimo e che dovrebbe essere spontanea, ma giudiziosa, e applicata in modo opportuno.

Tutti i nostri pazienti mostrano qualcuno o molti di questi segni di soppressione o di carenza di questa virtù e riflettono anche qualcosa di simile di ciò che noi stessi soffriamo, perché formiamo parte di una società nella quale domina l'incitazione alla vanità personale, una condizione che aumenta proporzionalmente alla diminuzione dell'amore verso gli altri,fino ad abituarci o a renderci indifferenti alla sofferenza, alle tragedie dei nostri vicini e di altri popoli .

La soppressione dell'amore nella famiglia è la maggiore delle cause delle soppressioni dell'amore in generale: la fidanzata ingenua e beffata è in attesa del figlio che non desiderava o di un figlio che ha desiderato in un momento di inganno allucinante e perverso dell'uomo che presto sparisce e che lascia l'inizio di una mezza famiglia con madre nubile e figlio, o figli, di un burlatore. Formula strutturata con ansietà,timore o vergogna ; figli che nascono con mancanza di appoggio, di sicurezza e di pace ; o di figli che pur "avendo tutto", padri, madri, mezzi economici ecc. ,non ricevono l'educazione integrale per poter liberare gradualmente e in modo opportuno lo spirito ; né la disciplina per utilizzare le forze vitali nella loro pienezza che è "l'eccelso" risultato ,il più difficile da raggiungere, ma obbligatoriamente esplicito in ogni etica ed implicito nella natura umana.
Disinteressarsi di questo produrrà la soppressione dell'amore nella famiglia : nel padre verso la madre, nella madre verso i figli; tra i fratelli come tra i coniugi….varietà infinita di errori che si osservano in ogni nucleo familiare, e a cui pochi sfuggono.
Il miasmatico ne è la causa più profonda che riusciamo a percepirne.

Segnaliamo ciò che più influisce in questo nel modernismo in cui viviamo : informazione precoce, desiderio che il bambino cominci a saltare quando appena fa i primi passi e che l'individuo sappia usare strumenti quando ancora è incapace di capirli. Così vediamo "guerriglieri" di dodici anni con la mitragliatrice che imparano a odiare ; assurdo come il bisogno di avere un figlio da un utero che non mestrua…; il divorzio la separazione o l'abbandono del coniuge per "incompatibilità di carattere" dopo dieci o trenta o più anni di convivenza. Sono questi gli esempi dei "popoli avanzati", che confondono ciò che hanno capito di libertà e di indipendenza.

Se non si stimola l'amore tra i coniugi non si potrà trovare il frutto di quel germe fruttifero nei figli e tra di essi. Lo psorico dominante presenterà attitudine o tendenza alla delusione, sensazione di disprezzo ; affonderà in riflessioni, meditazioni o gelosie, e sarà sempre propenso alla tristezza, ombroso o speranzoso nelle fantasie e nelle chimere. Il sicosico sarà sempre esigente, ambizioso in modo esagerato e sempre scontento o scettico, suscettibile, eccentrico o sbadato, insicuro e indeciso. Il sifilitico mostrerà questa mancanza d'amore in casa con modi sprezzanti o indifferenti ; con mancanza di responsabilità, pieno di invidia, intrigante e irascibile, spregiativo e rancoroso; tortuoso nell'amore.

Nel mondo ci sono stati e ci saranno sempre gli stimoli per questa patologia sociale. Nel nostro mondo di oggi, oltre alla tendenza a beffare la legge e le norme, cosa che aiuta la costituzione e la separazione di "elites" e "plebes", dunque la rottura dei nessi di umanitarismo, il commercio, alleato all'industria, aiuta l'armamentismo e promuove una necessità di guerre e di distruzioni ; le apparenti "necessità" politiche occultano i crimini più orrendi, fino al genocidio, portando ad una disumanizzazione sempre più ostensiva.

Che tutto questo non sembri solo uno sfogo ripetuto ed inutile ! Per noi che pretendiamo di essere veri medici è assolutamente necessaria tale considerazione, perché nel nostro ambulatorio, col nostro lavoro di tutti i giorni, possiamo fare qualcosa, e a volte molto, perché con l'omeopatia si può toccare la coscienza umana se si riesce a comprendere e si agisce, col nostro rimedio, sulla patologia del paziente.

Considereremo i sintomi riguardo alla
SOPPRESSIONE DELL'AMORE VERSO LA NATURA:
dimenticando lo spirito nostro, quello del prossimo, della nostra famiglia, dell'umanità, si dimentica molto più facilmente lo spirito delle cose, del mondo, dell'universo, della natura.
Paragonabili ai genocidi sono i danni arrecati al nostro mezzo ambiente. L'industria è il vocabolo che ammutolisce ogni giudizio conservatore del nostro mondo e dietro questa "industria" che diventa industrialismo, si spianano boschi, si contaminano fiumi, mari e laghi, l'aria. Il mondo si riempie di spazzatura e di rifiuti velenosi, le immondizie invadono la superficie e la profondità di ogni terra. Si impedisce la sana selezione naturale e, per ineludibile derivazione, viene imposta di nuovo la guerra per diminuire la popolazione che, ormai, impazzisce e propugna per un luogo, uno spazio fisico ,che sente e vive con paura.
E in guerra vengono mandati i sani e i forti, normalmente comandati da persone malate che hanno mente e spirito perturbato e che hanno guadagnato il potere con maldicenza e mancanza d'amore e di carità.

Davanti a tali disastri lo psorico dominante accondiscende indegnamente, o si blocca, si lamenta, si rimprovera, si pente, oppure resta patetico e impotente, piange, si immedesima, si abbandona o si stanca della vita. Il sicotico dominante fa progetti continuamente, abusa, si esaspera, diventa più audace, approfitta di tutto il possibile, accumula, aumentando la sua avarizia. Il sifilitico diventa indifferente, ingrato, crudele, insensibile, dimentica i suoi sentimenti morali.

Cosa produce questa soppressione dell'amore verso la natura ? L'ignoranza!
Perciò uno dei primi doveri dello Stato è l'istruzione, la culturalizzazione, e ,con esse, l'ammirazione, il rispetto e l'emulazione della NATURA, come maestra di ogni scienza e di ogni arte.
Che non si permettano industrie che danneggiano l'essere umano come individuo o come popolo o nazione e, ancora di più quelle che danneggiano beni che appartengono all'universale !
Tutto ciò che non è urgente e necessario e che può rimanere artigianale dovrebbe rimanere tale. Solo ciò che è meglio dovrebbe essere prodotto in serie impiegandovi l'artigiano, così da compensarne lo spostamento.
Nella vera cultura e nel reale progresso dei popoli bisogna arrivare all'eliminazione delle produzioni devastanti sulla natura, e di quelle delle industrie belliche che mai dovrebbero produrre elementi distruttivi. La ricchezza dei boschi, come dei fiumi, dei mari ecc. dovrebbe essere assicurata da regolamenti universali in grado di garantirne la sopravvivenza, perché questo tipo di ricchezza è un bene non solo dell'uomo di oggi, ma anche dell'uomo e dell'umanità di domani.
L'economia politica del mondo attuale sembra un fallimento dovuta al fatto che gran parte dell'umanità si regge sulla legge dei contrari. E' con grande ragione che il creatore dell'idealismo sosteneva che il governo dovrebbe essere dei filosofi.

LA SOPPRESSIONE DELL'AMORE NELL'UMANITA' deriva dalle soppressioni precedenti. Se l'uomo non sa amare sé stesso, se non si possono amare l'un con l'altro i coniugi, se non impariamo ad amarci, non insegneremo ai nostri figli ad amarsi tra di loro, né ad amare il prossimo, né la natura. Non ameremo l'altro né il suo insieme che è l'umanità, cioè la parte più visibile, più sensibile, più manifesta e bella e importante di ciò che esiste. Non ameremo né il mondo ,né i mondi, né il Tutto.

Non dobbiamo, però, confondere questo con un sermone romantico e inutile, perché in ogni paragrafo stiamo segnalando i sintomi principali, alcuni soltanto della condizione miasmatica, che troviamo ogni giorno nei nostri pazienti e che in ognuno dobbiamo cercare di eliminare.
Quando viene soppresso l'amore verso l'umanità, lo psorico dominante arriva fino alla malinconia, può essere assorto o rassegnato, diventare vagabondo e perdersi in una pazzia fantasiosa piena di ansietà, senza iniziativa, preda dell'indolenza e della misantropia. Il sicotico può presentare una sorta di allucinazioni, o si rifugia in una condotta infantile, o diventa impulsivo, scontento con tutto, egoista, con molti desideri, fino a quello di morire.
Il sifilitico sarà pieno di avversione per il suo prossimo, i suoi familiari, il coniuge e i figli, feroce e con desiderio di litigare; infastidito o maniacale, procace, lussurioso, tendente a distruggere i suoi sentimenti morali fino a dimenticarli; aggressivo nelle sue molteplici modalità..

Cosa concorre a questa soppressione dell'amore nell'umanità ?
L'aggressività nella lotta per la vita ! La sostituzione della brama dello spirito con desideri ogni volta più intensi, di appagamento e di soddisfazione dei sensi, e la tendenza, derivante dai miasmi, a trasgredire la Legge, sia per l'impotenza psorica, che per l'ambizione sicotica, che per la perversione sifilitica.

Così arriviamo al massimo tentativo di soppressione :
LA SOPPRESSIONE DELL'IDEA DI DIO.
Si arriva al punto di omettere, dimenticare, o a cercare di sopprimere l'idea fondamentale del Principio, dell'Uno, dell'Origine della vita, del Motore Immobile, del Creatore, della Pura Intelligenza, del Massimo Potere, del Supremo Bene, dell'Amore.

Questa idea basica si sopprime o si cerca di sopprimerLa, perché non si assoggetta alla scienza materialistica, che deve chiudere gli occhi e la bocca alla teologia e deve anche negare la tendenza intima ed eternizzante dell'uomo, che non sa definire il Bene né la Bellezza, né la Felicità. Perché questo Bene ,questa Bellezza, l'Amore e Dio, non si possono racchiudere in una provetta, né si raggiungono con una nave spaziale, né osservare attraverso un microscopio elettronico. Perciò questa Idea si allontana dal pensiero positivista , sempre orgoglioso del suo modernismo.
Questa soppressione dell'amore verso Dio ci porta ad avere a che fare ogni giorno con dei caotici, con dei disperati, dei pazzi, nei loro molteplici gradi e forme, con persone senza pensiero, con gente che odia e uccide o che vuole essere uccisa, con maldicenti, ipocriti, fanatici del loro ateismo; con esseri umani che mancano di sentimento morale, con perfidi, con coloro che distruggono; con i crudeli, i miserabili, con aspiranti suicidi che uccidono con le loro idee, le loro invenzioni, le loro produzioni, e con tutta la loro proiezione patologica. Uomini che rimangono impavidi in compagnia della loro menomazione, che cercano di fuggire da tutte queste forme nel tentativo di fuggire da loro stessi ; e potremmo aggiungere qui tutti i sintomi che sono nel nostro repertorio, che, come disse Hahnemann e come ripetè Kent, sono le chiavi principali dell'uomo, come constatiamo noi stessi, e costituiscono la base più importante per la migliore descrizione di ognuno dei nostri malati.

Questa è la realtà in ognuno di noi e in ogni nostro paziente, e questa realtà si incrementa ogni volta di più allontanandoci dall'amore ,sopprimendolo o pervertendolo.

Non siano queste righe una lamentela inutile, ma un incoraggiamento ad utilizzare ciò che possiamo e dobbiamo, capendo profondamente ogni paziente, sia l'uomo in generale che l'uomo individuale, cercando i rimedi adatti per ogni
caso, con l'intenzione e le tecniche psico- terapeutiche, in modo genuino così da far risorgere l'amore.


Dott. Proceso S. Ortega Oaxaca,Messico Cinquantesimo congresso della L.M.H.I. 2-6 Ottobre 1995


Bibliografia :
N. Abbagnano "Storia della filosofia"
Bergson "Opere"
Barthel H. "Repertorio sintetico"
E.Fromm "Il cuore dell'uomo"
Gallavardin J. P. "Psichismo e omeopatia"
Scientifici Greci Aguilar
Vocabolario di filosofia di N. Abbagnano
Enciclopedia Universale Illustrata Europea Americana

 



 
 
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