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EDUCAZIONE ALLE EMOZIONI
COME FATTORE DI PROTEZIONE E PREVENZIONE DEL DISAGIO


Progetto per la Scuola Materna, Elementare, Media Inferiore


a cura di
Prof.ssa Patrizia Angeloni, Musicista e Pedagogista
Dott. Antonio Vitiello, Medico e Omeopata

MOTIVAZIONE


"Insegnare non è compito di un medico, al medico compete il curare. Al medico e all'insegnante appartiene, però, un compito fondamentale che è quello di tirare fuori da un essere umano le sue migliori risorse, così che possa compiersi la sua massima possibilità biologica e spirituale." (*)

"Per salute si intende uno stato completo di benessere fisico, mentale e sociale e non solo l'assenza di affezioni e malattie." Così recita la definizione che ha formulato l'Organizzazione Mondiale della Sanità nella Carta Magna della Salute. In essa si può riconoscere un'ampia riflessione che considera l'uomo nelle sue diverse proiezioni. L'integrità degli organi, che definisce tradizionalmente la salute organica, non può essere considerata separata dalla globalità di quell'essere umano che è anche, spiritualmente, intelletto, volontà e sentimento.

Le più moderne e accreditate ipotesi scientifiche affermano che la capacità di identificare, gestire ed esprimere le emozioni si configura come fondamentale elemento di equilibrio dell'essere, quindi come il miglior fattore di protezione dal disagio, dal disadattamento e quindi dalla devianza.

Le emozioni sono importanti perché attraverso la loro percezione e la loro modulazione si entra in contatto con la dimensione più profonda di se stessi e degli altri. Attraverso un complesso e ricchissimo sistema emotivo e affettivo, si riconoscono e si esprimono i propri bisogni, mettendoli in rapporto con la realtà esterna, instaurando tutte le relazioni su cui si fonda quel percorso che dovrebbe condurre a realizzare pienamente, ad ogni età, la propria dimensione esistenziale.

La capacità di identificare e gestire le emozioni non è una attitudine innata, ma appresa fin dai primi anni di vita attraverso la relazione empatica con la figura materna. L'insegnamento deve poi continuare anche quando i bambini crescono fino all'adolescenza, principalmente attraverso tutte quelle interazioni significative che essi intrattengono con le figure genitoriali, con gli adulti di riferimento e più in generale col mondo degli adulti. Quando questa funzione pedagogica viene a mancare, o risulta discontinua, carente o distorta, si può creare nel corso dello sviluppo del bambino un disagio diffuso, caratterizzato tra l'altro dal senso di precarietà rispetto alla continuità del tempo, allo spazio e ai ruoli sociali, e dalla ricerca di qualcosa o qualcuno da cui dipendere e a cui affidare le capacità di giudizio e di scelta, i propri desideri e le proprie emozioni.

Negli ultimi anni si sta assistendo ad una profonda modificazione della patologia mentale e delle modalità della sofferenza umana, in virtù del cambiamento delle relazioni tra esseri umani fin dal principio della loro vita, e della frantumazione di valori millenari e scansioni temporali.
"La mancanza di spirito critico e la desacralizzazione che hanno subito le scienze, le parole e l'agire stesso, ostacolano sempre di più il riconoscimento di una Verità. La vita è sempre più ridotta a una serie interminabile di azioni, di pensieri e di emozioni che non creano comunicazione, né armonia, né conoscenza, né felicità. Mentre la solitudine e la noia abitano luoghi sempre più estesi, a qualunque età, e la mediocrità e l'ignoranza non irritano e non inquietano più nessuno. Uno sviluppo senza progresso tende a svestire l'uomo di ogni responsabilità e di ogni capacità creativa e a trasformarlo in un assistito preso a carico per tutti i suoi bisogni, reali o inventati che siano."(*)
Stare in bilico tra l'essere malato e l'essere sano, tra la psicosi e la normalità, tra il rifiuto di nascere e il rifiuto di morire, tra la devianza criminale e l'obbedienza assoluta, sono alcune delle caratteristiche di questa nuova dimensione della malattia che mette a dura prova le consuete metodologie di intervento terapeutico. In questa prospettiva il concetto stesso di intervento terapeutico insieme a quello di intervento educativo, perde i contorni definiti dell'uniformità interpretativa, aprendosi a un diverso modo di intendere salute e sofferenza.
Ecco allora l'urgenza di conoscere gli itinerari di sviluppo sano e patologico dell'essere umano fin dalla nascita, e di comprendere le caratteristiche di quella rete che vede in rapporto di sinergia la relazione affettiva e sociale, la capacità di ri - conoscersi, costruirsi ed esprimersi, e la salute dell'individuo.
Un individuo che viene così posto al centro della riflessione, come unità fisica, psichica e spirituale.

In tal senso la Scuola e la Famiglia sono chiamate ad una interazione che si prenda cura della formazione dello spirito critico e del mondo emozionale dei giovani, affinchè questi possano, al meglio, eleborare un sano progetto di vita.


Riferimenti Bibliografici essenziali:
U. Mariani, Educazione alla salute nella Scuola, Erickson 2001
L. Bellisario, Cinematografia e adolescenza Immagini della sofferenza, in Cinema e Adolescenza, Moretti & Vitali, 2000
A. Vitiello, Progetto Scuola, Centro Hahnemann, 2001(*)
P.S. Ortega, Introduzione alla Medicina Omeopatica, IPSA, 2002
G. P.Charmet, I Nuovi Adolescenti, Cortina 2000

 
 
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