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DIBATTITO
SUL METODO SU "IL MEDICO OMEOPATA"
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In merito al
dibattito che si sta sviluppando sul Metodo, vorrei
portare la mia personale e modesta esperienza
di medico che ha conosciuto l'Omeopatia più
o meno 20 anni fa, appena laureato.
I miei primi insegnanti furono tre evidentissimi
maestri contemporanei: il compianto maestro P.
T. Paschero, il Prof. A. Negro e il maestro P.
S. Ortega.
Tre pensieri diversi, provenienti da tre culture
molto lontane tra di loro, che si incontravano
in una esperienza di insegnamento comune, coraggiosa
e originalissima che fu la LUIMO fino alla morte
di Paschero, avvenuta nel Settembre del 1986.
Esperienza didattica di elevato pensiero e di
indiscussa ricchezza clinica portata avanti da
tre vite dedicate all'Omeopatia. Tre pensieri
originali e maturi, coerentemente articolati nei
paradigmi fondamentali del Metodo Hahnemanniano,
che si arricchiva di specifiche conoscenze e di
individuali vocazioni che rispettavano i paradigmi
fondamentali del Metodo in cui si sviluppavano.
Tre pensieri paralleli e convergenti in una comune
e universale ricerca della Verita' Scientifica
e Artistica dell'Omeopatia.
Il contributo emozionale e psicologico del primo,
quello costituzionalistico e endocrinologico del
secondo, quello miasmatico e del rigore nella
ricerca e nella clinica del terzo, mantennero
un dibattito attivo e fecondo per anni, con passaggi
di confronto a volte anche burrascosi, ma dove
l'insegnamento dottrinario e clinico di ognuno
rimaneva fondamentalmente compreso in quello di
Hahnemann dell'ultima edizione dell'Organon
La sintesi empatica e simpatica di Paschero, la
ricchezza della sua differenziata esperienza clinica,
l'umiltà straordinaria della sua persona.
La sintesi costituzionalista, umorale e metabolica
di Negro,la sua appassionata ricerca del segno
nel corpo, la sua continua capacità di
stupirsi.
La sintesi miasmatica di Ortega, semplice e profonda,
utilissima e preziosa nella clinica come poche
altre cose, la sua intransigenza nell'applicazione
del Metodo, la riverenza che suscitava.
Il senso Apostolico e di Servizio all'Omeopatia
e alla Medicina che non mancò mai, a nessuno
dei tre.
Questo dibattito non si apre adesso, è
nato con l'Omeopatia e morirà con l'Omeopatia.
L'unica angoscia di Hahnemann , nell'ultimo periodo
della sua vita, proveniva dalla consapevolezza
della inevitabilità e della insuperabilità
di esso.
Qual è il compito del medico ?
Ottenere la guarigione del suo paziente!
Quale guarigione ?
Quale guarigione cercheremo per un paziente contadino
di 60 anni che soffre di eczema, che ha finalmente
costruito la sua casa nel posto più bello
del suo podere, ha sposato i figli, ama la sua
donna e aspetta la cena, in compagnia di due giovani
genitori anziani e sani ?
Quale guarigione cercheremo in un altro paziente
ammalato di eczema (o di quello che vi pare),
della stessa età, operaio, meridionale,
che vive a Torino da 30 anni; separato, abbandonato
e deluso e che tra qualche anno andrà "finalmente"
in pensione; figlio di due genitori tristi, morti
entrambi di cancro in giovane età ?
Qual' è il compito del medico ?
Qual è il compito di un medico omeopatico
?
Qual è la guarigione e qual è la
guarigione omeopatica di questi due pazienti ?
Vorrei che nelle splendide presentazioni congressuali
di tanti casi clinici di illustri medici omeopatici
comparissero più spesso queste domande
e le risposte che ad esse occorre dare per capire
se quello che cerchiamo è la stessa cosa.
Hahnemann e l'Organon sono imprescindibili perché
sono Legge dell'Omeopatia.
Senza di essi non esisteremmo!
Un saggio maestro è colui che aggiunge
conoscenza alla verità non colui che gliene
sottrae. Paschero, Ortega, Negro, e tanti altri
appassionatissimi e innamoratissimi omeopati,
piccoli e grandi,in ogni parte del mondo,da due
secoli hanno dato, e danno, il loro personale
contributo ad un Metodo Scientifico di cura che
Hahnemann ha lasciato compiuto e intoccabile nei
Principi fondamentali che lo reggono, perché
è un logos che si apre, si sviluppa e si
compie coerentemente nelle Leggi della Natura
e del Creato. Costruito attraverso una vita sovrumana
di lavoro scrupoloso e inimitabile di chi lo intuì
e lo sistematizzò.
Dal primo all'ultimo paragrafo l'Organon è,
e rimane innanzitutto guida clinica.
Mi piacerebbe sapere quali paragrafi dovremmo
cancellare e mi piacerebbe sapere anche con che
cosa dovremmo sostituirli. I galoppanti modernisti
dell'Omeopatia ci potrebbero spiegare dove il
Metodo non funziona e verificare che questo accade
a tutti e non solo a loro.
Ogni medico omeopatico può sviluppare la
sua personale Arte e la sua personale malizia
clinica ma non può prescindere dalle Leggi
che reggono il suo Metodo di lavoro.
Un Metodo è un insieme di procedimenti
fissi in grado di realizzare una ricerca.
Un Principio è un punto di partenza e fondamento
di un processo.
Una Legge è un principio in cui si enuncia
e si riconosce l'ordine che si riscontra nella
realtà naturale o umana e che si pone come
guida di comportamenti in armonia con tale realtà.
Il criterio aristotelico, che è quello
logico che la "moderna scienza" immagina
di adottare ancora come criterio epistemologico
della sua ricerca, è quello che Hahnemann
adottò difendendo innanzitutto il valore
Scientifico della sua scoperta.In tutto il suo
procedere di scienziato e di medico rimase fedele
ad un procedimento di grande rigore logico che
arrivava ad una verità partendo da una
ipotesi ricontrollabile sperimentalmente e clinicamente.
Il similia similibus curantur divenne infine similia
similibus curentur e con questo il Maestro non
lasciò spazio e fece bene perché
conosceva già allora i termini e gli interlocutori
di questo dibattito.
Scorciatoie non ce ne sono, né per il medico
né per il paziente e la guarigione omeopatica
rimane la trasformazione di un essere umano nella
sua capacità vitale e armonica di stare
al mondo per poter realizzare gli " elevati"
fini della propria esistenza.
Io mi interesso regolarmente del valore miasmatico
dei sintomi del mio paziente, della dominanza
miasmatica e delle rotazioni miasmatiche che si
verificano durante il percorso clinico e questo
mi guida e mi semplifica molto il lavoro e me
lo semplifica sempre di più, nella diagnosi
e nella prognosi, e leggo la miasmaticità
del sintomo e quella del paziente senza sentirmi
in crisi, dando a ognuna il posto, il valore e
il tempo che merita..
Mi interesso regolarmente di un'unghia distrofica
e della morbidezza di un muscolo; della conformazione
di un labbro e del profilo di un naso, di come
cicatrizza una ferita e di come è attaccato
il lobo di un orecchio, e anche questo mi semplifica
molto il lavoro e ringrazio sempre di più
chi me lo ha insegnato e donato.
Mi interesso dei grovigli dell'anima, come ogni
Omeopata, e della distanza tra l'Essere e il Non
essere di ogni mio paziente, dei suoi legami e
dei suoi dialoghi significanti, recenti e lontani,
per capire chi è e di che cosa ha bisogno
e osservo che nessuna guarigione vera e duratura
si verifica senza consapevolezza e soddisfazione
di quello che a ogni uomo appartiene come possibilità
e come destino.
Leggo che usiamo troppo
i policresti e poco i piccoli rimedi,
Penso che Allium Sativa possa risolvere splendidamente
molti casi clinici, acuti e cronici, e che lo
possa farà benissimo un qualunque altro
rimedio meno sperimentato che sia ben indicato
dai sintomi caratteristici e dominanti del quadro
clinico osservato, acuto o cronico, ma penso
anche che difficilmente potrò fare a
meno della infinità di differenti personoidi,
acuti e cronici, che provengono dall'intreccio
di migliaia di sintomi della patogenesi di Sulfur,
Nux Vomica o di un qualunque altro policreste
e ritengo che le infinite e differenti costellazioni
sintomatiche di Sulfur o di Nux Vomica corrispondano,
in fondo, a una infinità di differenti,
piccoli, rimedi.Se considerate che la scala
musicale è costituita da solo sette note
capirete che noi non abbiamo dato mai una stessa
Nux Vomica in tutta la nostra vita professionale,
e neanche questo mi angoscia particolarmente.
Leggo anche che qualcuno
potrebbe sentirsi a disagio a dovermi rappresentare
in sedi scientifiche e istituzionali e lo comprendo
bene e non me ne meraviglio perché se
oggi gli integralisti sono tutti terroristi
è solo perché i mercanti proliferano
in ogni tempio.
J. Hillmann in "100 anni di psicoterapia
e il mondo va sempre peggio"
sognava di fare di ogni ambulatorio una cellula
rivoluzionaria capace di restituire al mondo
e a sé stesso, non uno stampellato essere
umano, ma un uomo libero e consapevole, fiero
, disinvolto e bello. Coraggioso. Attento e
tenace operaio della sua Vita e del suo Campo.
Artefice e Artista della sua Opera.
E' questo l'ideale di guarigione omeopatica
per ogni un essere umano (anche se il 98% dei
suoi cromosomi è uguale a quello di una
scimmia).
Ringrazio Pietro Federico
di avere aperto questo dibattito e Gustavo per
averlo sostenuto e spero possa servire a fare
qualche chiarezza in più,, quantomeno,
tra i pazienti.
Antonio Vitiello
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